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Andalusia - Gli obiettivi e le azioni progettuali
Il territorio delle “Terre d’acqua” nasce come zona rurale che ha potuto beneficiare per molto tempo di una produzione risicola particolarmente remunerativa, la quale ha condizionato in maniera sostanziale l’ecosistema circostante.
Con la crescente liberalizzazione degli scambi e l’ingresso sui mercati di prodotti a basso costo, l’economia delle “Terre d’acqua” è esposta al rischio di un consistente impoverimento. Per contrastare tale fenomeno, i partner del progetto hanno sentito la necessità di dare origine ad un processo di riconversione economico-culturale che, pur mantenendo e valorizzando il patrimonio artistico-architettonico, ambientale-paesaggistico, culturale ed enogastronomico, definisca una strategia comune di sviluppo attraverso una cooperazione transnazionale nella progettazione e realizzazione degli interventi proposti.
La collaborazione interpartenariale nata nel 2005 è finalizzata all’accrescimento della competitività territoriale dell’intera area e alla creazione di un valore aggiunto in termini sia occupazionali, sia di sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente.
In tale ottica, e considerando la crescente domanda di un turismo di tipo nuovo e la prospettiva di ampliamento e miglioramento della rete ferroviaria europea (per il trasporto di passeggeri oltre che di merci), gli obiettivi che il progetto persegue sono:
accrescere l’attrattività turistica del territorio di risaia, finora emarginato dai circuiti classici, e valorizzare il turismo rurale;
- aumentare la durata media dei soggiorni in ambito locale, integrando l’offerta turistica “tradizionale” (laghi, montagna, ecc.) con nuove proposte legate alle “Terre d’acqua” e ad altre possibili attrattive (enogastronomia, eventi culturali, appuntamenti sportivi, fiere agricole e dell’artigianato, spacci aziendali, ecc.);
- valorizzare la produzione risicola nazionale ed europea a livello mondiale.
Una particolare rilevanza è attribuita alla salvaguardia dei patrimoni che costituiscono le peculiarità di tali aree:
- il patrimonio architettonico e artistico, che consta di chiese, abbazie, castelli, fortificazioni, cascine storiche, borghi caratteristici connotati da modalità costruttive e impronte artistiche originali e uniche nel loro legame con l’ambiente circostante;
- il patrimonio idrografico, così strettamente collegato alle “Terre d’acqua”, al servizio delle coltivazioni e costituito da opere di ingegneria idraulica, canalizzazioni e sistemi irrigui;
- il patrimonio di tradizioni, da valorizzare attraverso la conoscenza della vita quotidiana e sociale nelle campagne, la partecipazione a sagre e manifestazioni popolari e, non ultima, la possibilità di scoprire e promuovere la cucina del riso e i prodotti enogastronomici ad esso collegati o da esso e dalla propria coltura influenzati.
Le “Terre d’acqua” devono diventare quindi, in estrema sintesi, l’elemento centrale di un progetto di sviluppo turistico integrato del territorio, all’interno del quale trovino collocazione e valorizzazione tutti gli altri aspetti dell’offerta turistica locale.
Il progetto è articolato in azioni che prevedono il coinvolgimento di tutti i partner, sia pure con ruoli di volta in volta diversi in relazione alle specifiche competenze, ma sempre in un’ottica di transnazionalità:
- la realizzazione di un Piano di marketing delle “Terre d’acqua” del mediterraneo occidentale a partire dalla sintesi dei Piani di marketing elaborati per i territori di risaia della Bassa Novarese e Vercellese, della Camargue, dell’Andalusia e della regione di Salonicco;
- la creazione di un marchio comune, in grado di identificare le “Terre d’acqua” a livello internazionale;
- la costruzione di una rete tra gli operatori pubblici e privati del settore turistico ed agroalimentare;
- lo studio e la realizzazione di un Progetto Pilota di “incoming”;
- la realizzazione di materiale promozionale delle “Terre d’acqua” (brochure, pubblicazioni) e, in particolare, di un portale Internet che costituisca una sorta di “agroteca virtuale”;
- l’organizzazione di specifici momenti di promozione delle “Terre d’acqua”, in Italia e all’estero (fiere, educational tour e manifestazioni);
- la formazione degli operatori del settore turistico, finalizzata, in particolare, al miglioramento della cultura dell’accoglienza e della qualità del servizio;
- lo scambio di esperienze;
- la diffusione dei risultati ottenuti
Con la crescente liberalizzazione degli scambi e l’ingresso sui mercati di prodotti a basso costo, l’economia delle “Terre d’acqua” è esposta al rischio di un consistente impoverimento. Per contrastare tale fenomeno, i partner del progetto hanno sentito la necessità di dare origine ad un processo di riconversione economico-culturale che, pur mantenendo e valorizzando il patrimonio artistico-architettonico, ambientale-paesaggistico, culturale ed enogastronomico, definisca una strategia comune di sviluppo attraverso una cooperazione transnazionale nella progettazione e realizzazione degli interventi proposti.
La collaborazione interpartenariale nata nel 2005 è finalizzata all’accrescimento della competitività territoriale dell’intera area e alla creazione di un valore aggiunto in termini sia occupazionali, sia di sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente.
In tale ottica, e considerando la crescente domanda di un turismo di tipo nuovo e la prospettiva di ampliamento e miglioramento della rete ferroviaria europea (per il trasporto di passeggeri oltre che di merci), gli obiettivi che il progetto persegue sono:
accrescere l’attrattività turistica del territorio di risaia, finora emarginato dai circuiti classici, e valorizzare il turismo rurale;
- aumentare la durata media dei soggiorni in ambito locale, integrando l’offerta turistica “tradizionale” (laghi, montagna, ecc.) con nuove proposte legate alle “Terre d’acqua” e ad altre possibili attrattive (enogastronomia, eventi culturali, appuntamenti sportivi, fiere agricole e dell’artigianato, spacci aziendali, ecc.);
- valorizzare la produzione risicola nazionale ed europea a livello mondiale.
Una particolare rilevanza è attribuita alla salvaguardia dei patrimoni che costituiscono le peculiarità di tali aree:
- il patrimonio architettonico e artistico, che consta di chiese, abbazie, castelli, fortificazioni, cascine storiche, borghi caratteristici connotati da modalità costruttive e impronte artistiche originali e uniche nel loro legame con l’ambiente circostante;
- il patrimonio idrografico, così strettamente collegato alle “Terre d’acqua”, al servizio delle coltivazioni e costituito da opere di ingegneria idraulica, canalizzazioni e sistemi irrigui;
- il patrimonio di tradizioni, da valorizzare attraverso la conoscenza della vita quotidiana e sociale nelle campagne, la partecipazione a sagre e manifestazioni popolari e, non ultima, la possibilità di scoprire e promuovere la cucina del riso e i prodotti enogastronomici ad esso collegati o da esso e dalla propria coltura influenzati.
Le “Terre d’acqua” devono diventare quindi, in estrema sintesi, l’elemento centrale di un progetto di sviluppo turistico integrato del territorio, all’interno del quale trovino collocazione e valorizzazione tutti gli altri aspetti dell’offerta turistica locale.
Il progetto è articolato in azioni che prevedono il coinvolgimento di tutti i partner, sia pure con ruoli di volta in volta diversi in relazione alle specifiche competenze, ma sempre in un’ottica di transnazionalità:
- la realizzazione di un Piano di marketing delle “Terre d’acqua” del mediterraneo occidentale a partire dalla sintesi dei Piani di marketing elaborati per i territori di risaia della Bassa Novarese e Vercellese, della Camargue, dell’Andalusia e della regione di Salonicco;
- la creazione di un marchio comune, in grado di identificare le “Terre d’acqua” a livello internazionale;
- la costruzione di una rete tra gli operatori pubblici e privati del settore turistico ed agroalimentare;
- lo studio e la realizzazione di un Progetto Pilota di “incoming”;
- la realizzazione di materiale promozionale delle “Terre d’acqua” (brochure, pubblicazioni) e, in particolare, di un portale Internet che costituisca una sorta di “agroteca virtuale”;
- l’organizzazione di specifici momenti di promozione delle “Terre d’acqua”, in Italia e all’estero (fiere, educational tour e manifestazioni);
- la formazione degli operatori del settore turistico, finalizzata, in particolare, al miglioramento della cultura dell’accoglienza e della qualità del servizio;
- lo scambio di esperienze;
- la diffusione dei risultati ottenuti
